In una Rai che censura Santoro, Dandini, Luttazzi - e chi più ne ha più ne metta - e sembra trovare invece molto spazio per gli editoriali abominevoli di Minzolini - sempre più prono alle esigenze del presidente del consiglio - fa piacere rivedere all'opera un personaggio irriverente come la Littizzetto. Mi era mancata la sua verve, il suo stile, la sua irriverente sfacciataggine, la sua intelligenza, il suo dire le cose fuori dai denti, nell'ambito di una trasmissione altrimenti un po' ingessata come quella di Fazio (un altro a rischio epurazione, probabilmente più che per se stesso per il rischio che riporti in TV uno scomodo come Saviano e rifaccia il botto di ascolti). Lucianina prende di mira in particolare il senatùr, sempre più delirante tra i suoi proclami di secessione e il suo malcelato nepotismo, e gli sprechi di una casta capace di farsi pagare profumatamente l'assistenza sanitaria, per se stessi e per i propri familiari (conviventi compresi), dai poveri cittadini. Costretti a tirare fuori la bellezza di 6.000 euro per ogni onorevole. Non si può non essere d'accordo con la richiesta di avere in Parlamento dei politici, se non più onesti (utopia), almeno un po' più sani e con meno acciacchi di quelli attuali. Unica pecca nel finale, quando procede (troppo presto) con la beatificazione della Arcuri, meritevole per non averla data al berluska. E invece... Ma a una come lei si può perdonare questo e altro.
martedì 20 settembre 2011
giovedì 28 luglio 2011
Pare incredibile, ma questa donna è un ministro della Repubblica
Oltre alla scandalosa nomina di Nitto Palma alla Giustizia in sostituzione di Alfano (qualche buontempone in giro, ironizzando ha detto "Ma perché non direttamente Totò Riina, allora?"), c'è stata anche quella di Anna Maria Bernini alle Politiche UE. Si tratta di un volto relativamente poco noto, anche se nell'ultimo anno è stata spedita spesso e volentieri nei vari talk show in missioni disperate, per cercare di negare l'evidenza su ogni fronte. A parte l'aspetto un po' inquietante (pare rifatta da capo a piedi, naso inguardabile, labbra a gommone, ecc.), è senz'altro dotata di una parlantina e di una convinzione nei suoi mezzi (invero non eccelsi) fuori dal comune: non tutti sarebbero in grado di svendere la propria dignità per difendere il padroncino con questo accanimento. Insomma, è stata brava a ritagliarsi un suo spazio, e ora è giunto il momento della ricompensa, del regalino, un ministero minore che potrà guidare al massimo per due anni, ma insomma, meglio di un calcio sui denti come si suol dire. In questo filmato estratto da Ballarò della scorsa stagione è impegnata a parlare a vanvera di segreto istruttorio (ma lo sa che è stato abolito nel 1989 con il Codice di procedura penale detto Vassalli e sostituito dal segreto investigativo? immagino di no, oppure fa finta di non saperlo). E di presunzione d'innocenza, facendo finta che l'oggetto del dibattere spesso è quel concetto di responsabilità politica che fa tanta paura agli esponenti del Pdl. Notare la solita sequela di menzogne (non è vero che Silvio è stato intercettato perché i magistrati gli volevano fare un dispetto, come vuol far credere). L'ipotesi di reato esisteva eccome. Se, come lei pretenderebbe, bisogna prima provare i fatti e POI fare le intercettazioni, campa cavallo. Il fatto che una persona con questa idea del diritto sia stata fatta ministro è allucinante ed è possibile solo nell'attuale Repubblica delle Banane di Re Silvio.
giovedì 14 luglio 2011
Vicesindaco del Pdl fa il saluto romano e lo mette su Facebook
Niente di nuovo sotto al sole, l'ennesimo rigurgito fascista proveniente da un esponente del Pdl (o leghista). Dopo i saluti romani della Brambilla, quello di Iuri Milanese (consigliere comunale per la Lega Nord a San Giovanni Bianco, in provincia di Bergamo), quello di Mimmo Rocco (assessore al bilancio di Margherita di Savoia, dove la Carlucci è sindaco), dopo il Manifesto dei Responsabili che Scilipoti ha copiato di sana pianta da quello fascista di Gentile, dopo il tentativo di cancellare la norma provvisoria antifascista dalla Costituzione da parte di alcuni esponenti del Pdl, dopo le varie minimizzazioni e gli elogi neanche tanto velati dello stesso Berlusconi sul suo diretto predecessore Mussolini ("Il Duce non ha mai ammazzato nessuno", "La gente che mandava al confino era come se andasse in vacanza", "Sotto il fascismo non si stava poi così male", eccetera eccetera... Dopo tutto ciò, ecco il vicesindaco di Boltiere, paesino del bergamasco, tale Maurizio Testa, che non perde l'occasione per mostrare al mondo la vera natura del partito affaristico di plastica dello psiconanetto: in gita a Predappio, paese natale del Duce, insieme alcuni amici fa il saluto romano davanti al busto di Mussolini ed esibisce la foto su Facebook, manco fosse un trofeo. Ovviamente in seguito all'esplosione delle polemiche fa marcia indietro dicendo di essere stato frainteso sul quotidiano Bergamonews. Un film già visto. Del restol'atto del vicesindaco in questione non spicca nemmeno per originalità, dato che foto di questo genere erano state esposte, sempre sul popolare social network, da due consiglieri comunali di San Giovanni Bianco (il Milanese citato prima) e Ponteranica e da un assessore di Seriate. Che dire, davvero servono ancora ulteriori conferme?
giovedì 30 giugno 2011
Urge disinfestazione parlamentare
I nostri rappresentanti, e in particolar modo gli esponenti della maggioranza, hanno perso ormai il senso del pudore e quello del valore dei soldi, e dimenticato cosa significa prestare servizio ai cittadini. E così mentre il presidente del Consiglio dichiara la modica somma di 40.897.004 (quasi il doppio dell'anno precedente, chissà se comprensivi degli investimenti ad Antigua), c'è chi, come il suo fido Rotondi è costretto invece a piangere miseria. I parlamentari rischiano la povertà di questo passo, quindi basta insultare questi moderni eroi, "stranamente" sempre più detestati dalla popolazione per i loro privilegi, bisogna coccolarli. Fatti i conti della serva, al ministro per l'attuazione del programma (dicastero tra i più indispensabili, tra l'altro) restano in tasca solo 4000 euro a fine mese per togliersi qualche soddisfazione e mantenere la famiglia. Gli altri volano via tra ristoranti di lusso (già, perché figuriamoci se un politico di rango si abbassa ad andare in trattoria come i comuni mortali) e portaborse. E poi "Duemila euro per dormire a Roma" (va bene che gli affitti sono alti, ma non così tanto... certo che se prendi un attico o una villa con piscina...). Potremmo proporre all'onorevole (si fa per dire) uno scambio: lui vada in catena di montaggio per qualche mese, e al suo posto un operaio o un impiegato o un precario o una di quelle lavoratrici che la ditta Inzago sta licenziando "così possono stare a casa a curare i bimbi e comunque quello che portano a casa è il secondo stipdendio". Chissà che il livello medio del servizio reso dalla classe politica non si innalzi un po' (e che il ministro, che probabilmente non sa nemmeno quanto costano un chilo di pane e gli altri alimenti di prima necessità, non si renda conto di quant'è sfacciatamente e immeritatamente privilegiato... altrimenti, disinfestazione e via).
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